Ue, falliscono le trattative per il bilancio. Riprenderanno a Gennaio

  | 24.11.2012 12:09 CET
Euro
Structure showing the Euro currency sign is seen in front of the ECB headquarters in Frankfurt

Falliscono le trattative tra gli stati membri per trovare un accordo sul bilancio pluriennale dell'Unione Europea, più precisamente quello che prevede l'allocamento dei fondi per il periodo che va dal 2014 al 2020.

Gli stati, infatti, si sono dovuti barcamenare tra la necessità di diminuire il proprio contributo alle istituzioni europee, a causa della sempre più pressante crisi economica che li costringe a tagliare i costi, e quella di salvaguardare alcuni settori che attualmente sono gestiti quasi totalmente dall'Unione Europea.

Le trattative sono partite da una prima proposta, fatta dalla Commissione Europea, che aveva un volume finanziario totale di oltre mille miliardi di euro. Questa proposta, tuttavia, è stata rifiutata dagli stati membri in quanto giudicata eccessivamente esosa. A quel punto il nodo delle trattative si è spostato su dove e quanto tagliare.

Anche la seconda proposta, di un valore di circa 970 miliardi di euro, ha trovato forti reticenze da parte degli stati. Francia e Italia, ad esempio, hanno criticato gli eccessivi tagli alla politica agricola e di coesione mentre Regno Unito e Germania spingevano per una compressione ancora più ampia soprattutto nei settori dell'amministrazione e del servizio internazionale.

Ciò che ne è uscito è stato un nulla di fatto. Le trattative riprenderanno a Gennaio del 2013 con le posizioni degli stati membri che, molto probabilmente, però, non varieranno.

"Se le cose si chiudessero oggi, il risultato per l'Italia sarebbe considerevolmente migliore del 2005" ha dichiarato il primo ministro italiano, Mario Monti, secondo il quale il Bel paese esce più rispettato nelle proprie esigenze rispetto a 7 anni fa. "Non siamo soddisfatti ma le nostre considerazioni stanno trovando grande accoglienza" ha poi continuato Monti "la coperta e' corta ma noi non ci sentiamo certo messi in un angolo".

Fonti: Agi

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