Ulteriore passo dell’Ucraina verso l’Europa: gli ucraini potranno entra senza visto

di 15.05.2017 10:03 CEST
Ucraina, Poroshenko
il presidente dell'Ucraina Petro Poroshenko (al centro) insieme al presidente della Commisione europa Jose Manuel Barroso (a sinistra) e al presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy (a destra) REUTERS/STRINGER/FILES

A partire probabilmente dal mese di giugno i cittadini ucraini non avranno più bisogno di ottenere il visto di ingresso per entrare nell’Unione Europea. L’11 maggio 2017 il Consiglio europeo ha infatti adottato un regolamento sulla liberalizzazione dei visti per i cittadini ucraini che viaggiano nei Paesi dell’area Schengen per un periodo di soggiorno di 90 giorni. Grazie al nuovo sistema, che entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, gli ucraini dotati di passaporto biometrico che viaggeranno per turismo, visite familiari e motivi di affari potranno accedere senza richiedere alcun tipo di visto nella maggior parte dei paesi dell'UE.

Anche dopo la liberalizzazione dei visti gli ucraini non potranno lavorare nell'UE, quindi non ci saranno frotte di idraulici e tornitori pronti a varcare le frontiere, ma è un passo importante verso il rafforzamento delle relazioni con l’Unione Europea. Il regolamento sulla liberalizzazione dei visti, inoltre, non è un provvedimento definitivo, ma potrà essere sospeso in caso si verifichino seri problemi di flussi migratori o di sicurezza.

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Sarà comunque un processo graduale in quanto al momento sono pochi i cittadini ucraini ad avere il passaporto biometrico. Secondo i dati forniti dal Servizio di Migrazione Statale, a gennaio 2015, erano poco più di 3 milioni e poco meno di 2 milioni invece, secondo le previsioni, i passaporti che saranno rilasciati entro la fine del 2017. Parliamo quindi poco più del 10% della popolazione.

Si è trattato di un percorso complicato, ma neanche troppo lungo considerato quello che ha vissuto l’Ucraina negli ultimi anni: avviato nel 2008 con il “dialogo sulla liberalizzazione dei visti” e proseguito nel 2010 quando il governo di Kyiv fece il primo passo ufficiale e concordò con le autorità europee il Visa Liberalisation Action Plan (VLAP), contenente una serie di prescrizioni da seguire per ottenere un sistema di circolazione facilitata dei propri cittadini nell’Unione Europea.

Nel dicembre del 2015, una speciale commissione dell’Unione Europea ha reso pubblico il sesto ed ultimo report attestante importanti ed evidenti progressi compiuti dall’Ucraina nell’implementazione del FLAP ed in particolare in merito a gestione integrata delle frontiere e delle migrazioni, diritto di asilo, difesa dei diritti fondamentali, lotta alla corruzione ed alla criminalità organizzata. Naturalmente non stiamo parlando di un Paese che ha risolto tutti i problemi di corruzione o che ha raggiunto standard europei in tema di difesa dei diritti LGBT, ma c’è indubbiamente una diversa sensibilità che ha spinto gli ucraini a pretendere tolleranza zero nei confronti della corruzione e le autorità a distanziarsi da normative e provvedimenti omofobi, che purtroppo sono ancora la prassi nella maggior parte degli altri Paesi dell’ex Unione Sovietica.