Un europeo nuovo tra Putin e Trump? Macron – di Maria Grazia Enardu

di 08.05.2017 14:27 CEST

Non c’è dubbio che l’elezione di Macron, che ha fatto campagna elettorale per l’Europa oltre che per la Francia, darà una svolta a un’Unione un po’ stanca, fosse solo per la sua energia e chiarezza. I risultati saranno da vedere, ma l’equazione cambierà comunque. Un’Europa rivitalizzata e in grado sia di risolvere qualche suo problema sia di fare passi avanti non piace a chi sta fuori. Non a May, che vuole il Brexit (così dice) ma facendo conto sullo status quo. Non a Trump, che però va ringraziato. I francesi inorriditi per il suo arrivo alla Casa Bianca sono andati a votare per impedire una loro Trump all’Eliseo. Forse per molti Macron non era la prima scelta, ma non importa, l’effetto Donald c’è stato. Trump si è subito congratulato via twitter con Macron, si vedranno tutti a Taormina, che a questo punto diventa un appuntamento molto interessante.
Ma le congratulazioni più intriganti arrivano da Mosca, sotto forma di telegramma. Chi manda ancora telegrammi oggi? Giusto per condoglianze, al massimo, pare una gaffe demodé. Putin ha inviato un minimo di congratulazioni e l’augurio che si avvii una fase costruttiva. Anzi, che “sia possibile superare la mutua sfiducia e unire gli sforzi per assicurare stabilità e sicurezza internazionali”. Meraviglioso, e pensare che fino a due giorni fa cercava di hackerare il sito di Macron, per quelle che il caro Donald definisce “fake news”, ovvero soldi alle Bahamas. E in questo nuovo clima la mente vacilla. Che avrà voluto dire Vladimir? Certo, un’Europa più forte non gli va bene, né in generale né lungo i confini orientali e mediterranei. E poi c’è la Siria, dove i francesi hanno fatto non pochi danni ma sempre meno dei russi. Magari Macron, che ha visitato campi di profughi siriani, vuole parlare anche di questo.
Macron segna per tutti un radicale cambio generazionale, non perché è giovane ma perché è il primo uomo politico della generazione Erasmus che arriva al vertice del potere. Concetto quasi destabilizzante anche in Russia, dove sono riusciti nella straordinaria impresa di imbellettare la tradizionale gerontocrazia lasciando tutto com’era: Putin. Sarà un’estate di elezioni. A giugno le politiche in Francia, dove Macron dovrà trovare una maggioranza, e le politiche in Gran Bretagna, che ci riguarda meno ma conta. Poi a settembre elezioni in Germania. E l’anno prossimo tocca a Putin, preparate i telegrammi.