Una tazza di tè abbassa il rischio di diabete

  | 08.11.2012 10:13 CET
Una tazza di tè abbassa il rischio di diabete
Un nuovo studio mette in evidenza come nei Paesi dove si consuma più tè il tasso di diabete tra la popolazione sia più basso che negli altri Paesi

Il diabete? La “soluzione” è una tazza di tè. E' questo il risultato di una ricerca pubblicata sulle pagine del prestigioso BMJ Open (il British Medical Journal), condotta dai ricercatori svizzeri del Data Mining International di Ginevra, in cui emerge come il tasso d’incidenza del diabete di tipo 2 sia significativamente inferiore nei Paesi dove si beve più tè nero (quello classico).

Lo studio ha analizzato il consumo di tè in 50 Paesi al mondo. I Paesi dove si beve più tè nero sono risultati l’Irlanda, il Regno Unito e la Turchia. Quelli in cui se ne beve meno sono la Corea del Sud, il Brasile e la Cina. “Di certo non si può affermare ciò sulla base di questo studio da solo, ma i risultati sono coerenti con studi precedenti che ne hanno suggerito un collegamento”, ha affermato il dottor Ariel Béresniak che ha confermato che il tè nero può proteggere contro il diabete. Tuttavia sono necessari ulteriori ricerche per confermare questa scoperta.

Il 14 novembre si terrà la "Giornata Mondiale del Diabete": nel nostro paese i diabetici accertati sono 2 milioni e 970mila, il 4,9% della popolazione, una percentuale già alta e destinata ad aumentare nei prossimi anni. In questi giorni è stato presentato al senato l’Italian Barometer Report 2012, redatto dall’Italian Barometer Diabetes Observatory dell’Università di Tor Vergata di Roma, in cui si è scattata la fotografia dell’italiano diabetico tipo: sedentario, sovrappeso e con licenza media.

Risulta chiaro che il diabete è una patologia che colpisce più chi fa una vita sedentaria, otto casi ogni cento persone che non praticano alcuno sport; che vede esposti 60 volte di più al rischio di svilupparla gli obesi ed è cinque volte più diffusa tra chi ha solo un titolo di studio inferiore. "L'arma migliore per combattere il diabete” ha sottolineato Renato Lauro, presidente dell'Italian Barometer Diabetes Observatory “e' dunque la prevenzione, a partire da stili di vita sani. Prevenzione che consentirebbe di ridurre anche la spesa sanitaria legata a questa patologia che assorbe il 9% della spesa sanitaria annuale del nostro paese, pesando sulle case statali per 9,22 miliardi di euro che corrispondono a 2.660 euro per ogni paziente e a 1,05 milioni di euro spesi ogni ora per il diabete”.

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