Uno di questi 12 astronauti NASA potrebbe essere il primo essere umano su Marte

nasa classe astronauti 2017
Selfie sulla pista dell'Ellington Field per la classe 2017 di aspiranti astronauti NASA NASA

Guardate bene le 12 persone nella foto in testa all'articolo: una di loro potrebbe diventare il primo essere umano a mettere piede su Marte, negli anni '30 di questo secolo. Si tratta della classe 2017 di aspiranti astronauti della NASA, selezionati tra 18.300 candidati.

Si tratta di un numero di richieste triplo rispetto alla classe di astronauti precedente ed oltre due volte il precedente record di circa 8.000 candidature del 1978: niente male per una selezione che, promuovendo solo 12 persone su 18.300, ha una probabilità di successo dello 0,07%. Evidentemente, la possibilità di giungere su Marte ed entrare nella storia fa gola a molti, specie adesso che questa missione non è più un'ipotesi ma un progetto (più o meno) concreto.

LEGGI ANCHE: Perché dobbiamo andare su Marte?

"I bambini guardano ancora il cielo e dicono: 'Ehi, potrei essere un astronauta un giorno, potrei essere lassù'. Voi ragazzi incarnate tutto questo", ha commentato Robert Lightfoot, amministratore NASA ad interim, nel corso di una cerimonia alla quale ha partecipato anche il vice-presidente Mike Pence.

"Come gli equipaggi prima di voi, ispirerete le persone, ispirerete la prossima generazione che verrà dopo di voi e vi succederà", ha aggiunto Lightfoot. "Ciò che vedete oggi dietro di me è il nostro futuro. Una di queste persone dietro di noi potrebbe essere quella che farà il prossimo iconico balzo da gigante, portando con loro l'intera famiglia NASA ed il mondo intero".

Come sempre accade in questi casi, scorrere i curriculum dei 12 vincitori di una selezione con 18.300 candidati è assolutamente impressionante: carriera militare di alto livello per molti (generalmente come piloti nell'aeronautica o nella marina) e per tutti un'interminabile sfilza di lauree, master, dottorati di ricerca. Ecco un paio di esempi, tanto per capire di cosa stiamo parlando:

  • Jonny Kim, 33 anni, ex-Navy SEAL con alle spalle oltre 100 missioni di combattimento che, fra le altre cose, gli sono valse una Stella d'Argento ed una di Bronzo; laurea in matematica alla University of San Diego seguita da un dottorato in medicina alla Harvard Medical School. Attualmente lavora come dottore al Massachusetts General Hospital;
  • Jessica Watkins, 29 anni, laurea in scienze geologiche ed ambientali alla Stanford University, dottorato in geologia alla UCLA, ex-ricercatrice dell'Ames Research Center e del Jet Propulsion Laboratory della NASA, oggi lavora al California Institute of Technology dove fa parte del team che gestisce il rover Curiosity su Marte;
  • Robb Kulin, 33enne dell'Alaska, laurea in ingegneria meccanica alla University of Denver, master in scienza dei materiali e dottorato in ingegneria alla University of California, San Diego. Dopo gli studi ha lavorato come perforatore del ghiaccio in Antartide e come "pescatore commerciale" (così riporta la sua biografia sul sito NASA), riuscendo anche a conseguire il brevetto di pilota privato. Dal 2011 lavora per SpaceX, dove attualmente è a capo di uno dei gruppi ingegneristici.

"Aspettiamo che l'energia ed il talento di questi astronauti alimentino il nostro eccitante futuro di scoperta", ha affermato Lightfoot. "Tra l'espandere l'equipaggio a bordo della Stazione spaziale al condurre più ricerche di quanto sia mai stato fatto prima, fino ai preparativi per mandare degli esseri umani più lontano di quanto sia mai stato fatto prima, li terremo occupati".

astronauti nasa 2017 La classe 2017 di astronauti NASA. Da sinistra a destra: Zena Cardman, Jasmin Moghbeli, Jonny Kim, Francisco “Frank” Rubio, Matthew Dominick, Warren “Woody” Hoburg, Robb Kulin, Kayla Barron, Bob Hines, Raja Chari, Loral O’Hara e Jessica Watkins.  NASA

I 12 aspiranti astronauti avranno adesso un paio di mesi per organizzare il proprio trasloco a Houston, dove a partire da agosto inizieranno due intensi anni di addestramento al Johnson Space Center. Il loro ingresso nella famiglia della NASA porta il numero di selezionati nella storia dell'agenzia spaziale a 350 persone dal 1959 ad oggi.

Il Presidente USA, Donald Trump, a maggio ha approvato quello che rappresenta il più alto budget della NASA dal 2010 ad oggi, con 19,65 miliardi di dollari, dei quali 1,846 assegnati alla divisione per la scienza planetaria. Il nuovo inquilino della Casa Bianca non ha mai fatto mistero di avere l'intenzione di legare il proprio nome alla conquista di Marte; ad ogni modo, si tratta di un traguardo che realisticamente non potrà mai essere raggiunto durante la sua presidenza, neanche se nel 2020 dovesse nuovamente vincere le elezioni.

LEGGI ANCHE: NASA: un anno in orbita intorno alla Luna per poi puntare Marte

"Gli obiettivi-chiave degli USA per l'espansione umana nello spazio includeranno il raggiungere l'esplorazione umana di Marte ed oltre, rendendo prioritarie quelle tecnologie e capacità che meglio si adattano ad una missione", si legge nel Transition Authorization Act della NASA, che Trump ha siglato a marzo di quest'anno. "La NASA gestirà i programmi di volo spaziale umano, incluso lo Space Launch System (SLS) ed il veicolo multiscopo Orion, per consentire agli esseri umani di esplorare Marte ed altre destinazioni spaziali".

Tra meno di 20 anni potremmo vedere un essere umano scendere dalla scaletta della propria navicella e lasciare l'impronta del proprio stivale sulla superficie di Marte. Non sappiamo ancora quando accadrà, ma da ora abbiamo un'idea di quale potrebbe essere il volto di questa persona.

ORA GUARDA: La casa dei primi uomini su Marte? Un igloo gonfiabile