USA-Cina: con l'accordo commerciale degli hamburger Trump continua a contraddire sé stesso

Donald Trump e Xi Jinping
Donald Trump e Xi Jinping REUTERS/Carlos Barria

Da Paese stupratore dell’America a partner commerciale: le cose cambiano in fretta alla Casa Bianca. Dopo una campagna elettorale dai toni altissimi durante la quale Donald Trump ha parlato della Cina come del Paese “che sta stuprando l’America”, appena messo piede alla Casa Bianca le realtà ha preso il sopravvento.

USA e Cina hanno appena chiuso un accordo commerciale in tempi record.  La Cina porterà sulle tavole degli americani pollo già cotto, mentre importerà il manzo a stelle e strisce. Ma non si tratta solo di una questione mangereccia: l’accordo include anche servizi finanziari e affari in generale.

Cos’è cambiato quindi nella testa di Donald Trump? Come sempre accade il parlare alla pancia della gente, dare risposte e proporre ricette semplici e populiste si va poi a scontrare con una realtà in cui interessi ben maggiori prendono il sopravvento. E così l’idea di imporre dazi e chiudere le frontiere lascia il posto ad accordi commerciali che aprono le porte del Paese a merci che non varcavano i confini da anni. La consapevolezza che il commercio globale sia un piatto troppo appetitoso e redditizio per lasciarlo agli altri ha fatto cambiare rotta a Donald Trump. Non solo. Anche la situazione politica, con le crescenti tensioni tra USA e Corea del Nord, hanno certamente fatto la loro parte nell’ammorbidire Trump nei confronti della Cina, alleato fondamentale per tenere a bada il minaccioso Kim Jong-un.

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Cosa bolle in pentola tra USA e Cina

Dopo aver fatto interi comizi sulla necessità di bloccare l’invasione delle merci cinesi sul mercato americano, il presidente Trump ha firmato un importante accordo commerciale con la Cina.

La carne è il piatto forte dell’accordo. Nel 2003 la Cina, dopo il dramma della mucca pazza americana, aveva chiuso le porte alla carne americana, ma da oggi il manzo a stelle e strisce potrà tornare sulla tavola dei cinesi. In cambio degli hamburger USA i cinesi hanno il via libera per esportare i loro polli già cotti.

Non solo, l’accordo commerciale apre i confini anche a ben altro. I prodotti biotecnologici americani troveranno ben presto la strada spinata per entrare sul ricco mercato cinese insieme ad alcuni prodotti finanziari come i pagamenti elettronici. Via libera anche alle agenzie di rating USA e alle esportazioni di gas naturale liquefatto nella zona asiatica.

 In cambio il mercato amerciano si prepara ad accogliere gli investimenti diretti delle compagnie cinesi finora lasciati fuori dalla porta per la preoccupazione che il Dragone potesse  impossessarsi di aziende legate alla sicurezza nazionale, dall'aerospaziale alle alte tecnologie.

Commercio globale: un piatto troppo appetitoso

Come spesso accade nella politica di tutti i Paesi del mondo tra la campagna elettorale e la guida di un Governo ci sono enormi differenze in termini opportunità politica e realtà dei fatti. Nel  corso della campagna elettorale Trump ha parlato alla pancia degli americani accusando Pechino di pratiche commerciali sleali e promettendo di prendere contromisure. Ma arrivato alla guida della Casa bianca è facile capire quanto sia importante far parte del commercio globale e quante contraddizioni comporti.

Gli americani importano più di quanto vendono all’estero: i dollari intascati con il commercio servono agli stranieri per fare investimenti per esempio acquistando obbligazioni americane. Va a finire che i contribuenti americani devono pagare gli interessi dei possessori stranieri di obbligazioni del Tesoro USA. Per questo motivo il piano della Casa bianca ha l’obiettivo di rivedere lo squilibrio della bilancia commerciale fra USA e Cina, che registra un debito di 350 miliardi di dollari da parte di Washington. 

Ma non si tratta soltanto di commercio. Anche le delicate questioni politiche entrano a gamba tesa nei rapporti tra USA e Cina. Le crescenti tensioni tra USA e la Corea del Nord di Kim Jong-un coinvolgono la Cina come Paese cuscinetto e danno quindi a Xi Jinping il ruolo di ambasciatore di pace. La Cina può rivelarsi un alleato fondamentale per gli USA e questo Trump sembra averlo capito benissimo. Oltre alla questione della carne quindi, sul tavolo di Cina e USA ci sono questioni ben più scottanti.