USA: Trump modifica la riforma di Wall Street e regala alle banche d'affari miliardi di dollari

Bambolotto Trump
Un bambolotto giocattolo a immagine e somiglianza del neo-Presidente americano Donald Trump realizzato dalla fabbrica giapponese di bambole Kyugetsu Inc in occasione del tradizionale Giorno delle Donne. Tokyo, Giappone, 26 gennaio 2017. REUTERS/Toru Hanai

Nei primi giorni di Governo Trump, gli Stati Uniti hanno visto la sua versione populista, quella che parla alla pancia del popolo, che chiude le frontiere, che chiede di “comprare americano” e di “assumere americano”. Ma l’altra faccia del presidente degli Stati Uniti è quella che difende gli interessi delle banche d’affari, che vuole togliere i freni agli investimenti spericolati (per non dire alla speculazione) anche a danno del popolo.

Lo confermano gli ultimi decreti firmati da Donald Trump che, come promesso, ha iniziato a smantellare il Dodd Frank Act, la legge voluta da Barack Obama per evitare che gli Stati Uniti vedessero esplodere un’altra bolla e un’altra crisi finanziaria. La parola d’ordine del nuovo Governo degli USA è “deregolamentare”, liberare le banche d’affari e le grandi società di investimento dalle maglie delle regole pensate per difendere il popolo della speculazione e dagli interessi degli squali della finanza.

I primi interventi dell’amministrazione Trump iniziano ad allargare le maglie della regolamentazione finanziaria, liberando le mani di banche d’affari e società finanziarie. Si tratta di una mossa che può valere decine di miliardi di dollari per gli istituti, ma allo stesso tempo innalzare al massimo i rischi per i cittadini che dovranno dire addio alla regola che tutela i loro interessi prima di tutto.

Quindi populista sì, ma soltanto a giorni alterni.

Cos’è il Dodd Frank act che Trump vuole smantellare

Per evitare che le banche d’affari e le società finanziarie provocassero un’altra crisi globale come quella del 2008, Barack Obama ha firmato la Dodd-Frank Wall Street Reform e Consumer Protection Act. Circa 8mila pagine di regole per controllare l’operato delle società finanziarie, tutelare i contribuenti e porre un freno alla finanza speculativa.

Riassumendo molto (qui per approfondire sul Dodd Frank act), la normativa ha dato più potere alla Consumer Financial Protection Agency che ha monitorando il settore dei mutui ha il compito di proteggere i consumatori dalla speculazione. La riforma ha introdotto il Financial Stability Oversight Council con lo scopo di identificare eventuali rischi sistemici presenti nel sistema finanziario degli Stati Uniti, grazie ad un’azione di vigilanza anche sugli hedge fund e l’Office of Credit Ratings con il compito di vigilare sull’operato delle maggiori agenzie di rating che durante la crisi sono state accusate di non aver visto (o voluto vedere) i rischi legati all’utilizzo spericolato di strumenti finanziari da parte delle banche e società d’affari.

Altro tassello della riforma di Obama è la Volcker Rule che vieta alle banche di utilizzare soldi dei clienti per investire o sponsorizzare hedge fund, fondi di private equity, o fare operazioni di trading. Infine il Dodd Frank act ha incrementato gli strumenti di monitoraggio e intervento delle autorità sull’utilizzo dei derivati.

L’intervento di Trump sulla riforma dl Wall Street

Donald Trump ha iniziato lo smantellamento della riforma dl Wall Street, intervento che il presidente degli Stati Uniti va professando da un paio d’anni circa. Trump è arrivato alla Casa Bianca spinto da un forte vento populista, ma non dimentichiamoci (lui di certo non lo fa) di chi stiamo parlando: The Donald è un palazzinaro, un uomo d’affari, un imprenditore che odia le regole dei mercati e tutto ciò che può limitare il business.

Ben venga la difesa del popolo americano dallo “straniero”, ma gli interessi dei cittadini, quando sono in contrasto con la libertà d’impresa, con la libertà d’azione delle aziende o banche d’affari, passano in secondo piano. Ed è per questo che dopo l’elezione di Trump le azioni di importanti gruppi finanziari come JP Morgan, Morgan Stanley, Bank of America Merrill Lynch e Goldman Sachs hanno iniziato a festeggiare, in attesa che il neo presidente togliesse loro la museruola.

Promesso, fatto. Trump ha avviato lo smantellamento della riforma di Wall Street firmando due decreti esecutivi. E si tratta soltanto di un primo passo verso l’abolizione della normativa voluta da Obama per difendere gli interessi dei cittadini di fronte alla sete d’affari degli operatori di Wall Street che, per esempio, richiede ai consulenti dei fondi pensionistici di operare nell’interesse dei propri clienti.

Il primo intervento dell’amministrazione Trump vuole modificare attività e poteri del Financial Stability Oversight Council in modo da evitare che gli istituti finanziari debbano far fronte a "centinaia di miliardi di dollari di costi regolamentari ogni anno”. Per farlo, l’idea non è di aumentare l’efficienza e la stabilità degli istituti, ma piuttosto abbassare l’asticella dei requisiti richiesti e dei controlli delle autorità.

Non solo, Trump vuole mettere anche le mani sul Consumer Financial Protection Bureau trasformandolo da agenzia indipendente che monitora il mercato dei mutui in difesa dei consumatori in qualcosa di molto meno incisivo e libero di agire. Da annacquare anche la Volcker Rule, la norma che vieta alle banche d’affari la speculazione immobiliare.

Insomma i decreti firmati da Trump non aboliscono la riforma di Wall Street (perché non possono farlo, serve una legge del Congresso), ma iniziano a indebolirla togliendo poteri e missioni agli organi di controllo. In questo modo le banche d’affari potranno tornare a “scommettere” sul mercato con i risparmi dei cittadini, a offrire loro investimenti rischiosi senza trasparenza e risparmiare miliardi di dollari di costi legati alla regolamentazione e ai requisiti patrimoniali richiesti e mettere i propri interessi davanti a quelli dei risparmiatori.

Le mosse di Trump intendono agevolare l'attività degli operatori finanziari, ma non ci dimentichiamo che la crisi finanziaria dalla quale stiamo uscendo con fatica e con le ossa rotte, dopo oltre sette anni, è deflagrata proprio a causa dell’utilizzo scellerato di strumenti finanziari pericolosi e della mancanza di controllo e intervento da parte delle autorità. Siamo sicuri che il populista Trump stia facendo gli interessi del popolo?