Vaccini, perché chi è contrario sbaglia: risposte alle domande più comuni

Vaccino MPR
Vaccino MPR (Morbillo, Parotite, Rosolia) REUTERS/LUCY NICHOLSON

Vaccinare o non vaccinare, questo è il problema. No, in effetti non è un problema. La risposta è e resta: "vaccinare". Eppure il dibattito sulla questione vaccini sembra più vivo che mai, anche grazie ad una recente puntata di "Virus" sul tema che ha visto la partecipazione di Red Ronnie ed Eleonora Brigliadori in difesa delle tesi anti-vacciniste. La cosa che ha fatto (giustamente) storcere il naso a molti è che due personaggi dello spettacolo, privi di qualsiasi competenza, siano stati messi sullo stesso piano del dottor Roberto Burioni, professore di microbiologia e virologia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano nonché specialista in immunologia clinica ed allergologia.

Anzi, in molti si sono lamentati perché il tempo concesso al professor Burioni è stato in effetti piuttosto limitato. Anche per questo abbiamo deciso di realizzare con lui un'intervista prima della sua nuova partecipazione a "Virus", in onda questa sera alle ore 21.15 su Rai2.

Basta fare un giro in rete per capire come il tema vaccini sì/vaccini no sollevi ancora polemiche feroci, mettendo di fronte due opposti schieramenti. Da una parte c'è chi è convinto che si debba vaccinare; dall'altra c'è un po' di tutto, da chi esprime dei vaghi dubbi sino a chi è convinto che le vaccinazioni siano la causa di ogni singolo male del mondo. 

Le argomentazioni anti-vacciniste sono più o meno sempre le stesse, cosa che in teoria dovrebbe rendere più semplice confutarle. Nella realtà, sono ancora tanti quelli convinti, magari in buona fede, che i vaccini causino l'autismo o contengano microchip per il controllo mentale. Lo stesso Red Ronnie, in seguito al clamore generato dalla sua partecipazione a "Virus", ha provato a giustificare le proprie affermazioni con i soliti discorsi triti e ritriti sulla fallibilità della scienza.

"Quando sento un dottore dire che non esiste che l'autismo possa essere collegato ai vaccini ed è certo come che la Terra sia rotonda o la benzina infiammabile rimango un attimo perplesso", spiega il conduttore televisivo. "Perché gli scienziati dicevano che la Terra non era rotonda, ma era piatta. Gli scienziati che erano così certi della loro convinzione dicevano che il Sole girava intorno alla Terra, e Galileo fu costretto a dire: 'Sì, avete ragione'. Anche se poi, uscendo, disse la famosa frase: 'Eppur si muove' ". Chi scrive ha voluto illustrargli alcuni degli errori contenuti in queste frasi.

risposta red ronnie vaccini Red Ronnie e la storia della scienza  Facebook

In questo articolo proveremo ad affrontare alcuni dei cavalli di battaglia dell'anti-vaccinismo, analizzando i motivi per i quali si tratta nel migliore dei casi di dubbi infondati e nel peggiore dei casi di assurdità senza capo né coda partorite da persone per le quali la competenza in questo ambito è inversamente proporzionale al tempo libero a disposizione ed ai pessimi modi di utilizzarlo.

Ovviamente, come molti fanno spesso notare, è necessario dare il giusto risalto anche alle argomentazioni della controparte. Per questo motivo, abbiamo pensato ad un altro articolo nel quale troverete un elenco il più possibile esaustivo di tutte le buone ragioni per non vaccinare i propri bambini. Questo pezzo non riuscirà forse a far cambiare idea a chi ritiene che sia "demenziale vaccinare i bambini" (qualsiasi riferimento ad ultra-60enni DJ dal rubicondo crine è puramente casuale), ma magari riuscirà ad "ammorbidire" chi magari ha semplicemente dei dubbi ai quali vorrebbe avere risposta.

PERCHÉ DECIDERE SE VACCINARE O MENO I PROPRI FIGLI NON PUÒ ESSERE UNA LIBERA SCELTA?

La rivendicazione del diritto ad una "libera scelta" è solitamente seguita dal corollario: "Qual è il problema se tuo figlio vaccinato sta vicino al mio figlio non vaccinato? Il vaccino dovrebbe proteggerlo, no?". L'utilizzo di questa argomentazione è probabilmente uno dei massimi segni di una scarsa conoscenza del tema (senza contare il fatto che in effetti questi genitori stanno "liberamente scegliendo" non per sé stessi ma per i propri figli).

Un concetto di grandissima importanza nel campo della vaccinazioni è quello della cosiddetta "immunità di gregge", nota anche come "effetto gregge" o "immunità sociale". Si tratta di una forma indiretta di protezione dalle malattie infettive che si verifica quando una grande percentuale di persone viene immunizzata, fornendo così una protezione anche alla fetta di popolazione non immunizzata.

Quest'ultima comprende coloro i quali, per i motivi più disparati, non possono usufruire dei vantaggi delle vaccinazioni: un esempio sono le persone immunodepresse, come ad esempio i malati di HIV, i soggetti in trattamento con farmaci immunosoppressori di lunga durata, i pazienti con neoplasie che possano alterare i meccanismi immunitari con deficit dell’immunità cellulare. Di questo gruppo, tra gli altri, fanno parte anche i neonati che non possono ancora essere sottoposti a tutte le vaccinazioni o gli anziani. Maggiori informazioni su quali categorie di persone non possano essere vaccinate sono disponibili sul sito dell'Istituto Superiore di Sanità.

L'immagine sottostante spiega in modo abbastanza chiaro come funzioni l'immunità di gregge. Gli omini blu rappresentano i soggetti non immunizzati ma sani, quelli gialli i soggetti immunizzati e sani, quelli in rosso i soggetti non immunizzati, malati e contagiosi.

vaccini immunità di gregge Rappresentazione del meccanismo dell'immunità di gregge  National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID)

Il riquadro in alto mostra una comunità nella quale nessuno è immunizzato, cosa che permette il diffondersi di un'epidemia. Il riquadro centrale raffigura una situazione nella quale una parte della popolazione è immunizzata, ma non abbastanza da fornire l'immunità all'intera comunità. Infine, il riquadro in basso mostra cosa succede quando il tasso di vaccinazione è sufficientemente alto da consentire l'immunità di gregge: la maggior parte dei membri della comunità è protetto, in quanto il diffondersi dell'infezione viene contenuto.

L'immunità di gregge, ovviamente, non protegge da tutte le malattie prevenibili con i vaccini. L'esempio più classico è quello del tetano, che è infettivo ma non contagioso. Ad ogni modo, stiamo pur sempre parlando di una riduzione del rischio per persone che non possono ridurre quel rischio in modo autonomo. Diverso è il discorso per chi sceglie di non vaccinare i propri figli, che si giovano dei vantaggi dell'immunità di gregge. È come se qualcuno si mettesse vicino ad una persona con l'ombrello mentre piove e poi dicesse: "Ecco, visto? Non mi sto bagnando: lo dicevo io che gli ombrelli non servono a nulla".

I VACCINI CONTENGONO ELEMENTI TOSSICI COME MERCURIO E FORMALDEIDE

Una delle contestazioni più classiche degli anti-vaccinisti è quella relativa al contenuto dei vaccini, che comprenderebbe elementi tossici. Effettivamente, fino a qualche anno fa la maggior parte dei vaccini conteneva un conservante, il Thimerosal, derivato dal mercurio. Per la cronaca, negli Stati Uniti la decisione di non includerlo più nella composizione a partire dal 1999 non derivò da prove di effetti avversi ma fu una scelta dettata dalla prudenza.

Ad ogni modo, il Thimerosal è etilmercurio, mentre la ben conosciuta molecola tossica derivata dal mercurio è invece il metilmercurio. Le due sostanze sono imparentate, ma non sono la stessa cosa. La principale differenza risiede nel fatto che il metilmercurio (che rende potenzialmente ma realmente pericolosi anche i pesci ed i frutti di mare) sia tossico per accumulo, visto che il nostro organismo lo elimina molto lentamente, a differenza di quanto accade con l'etilmercurio.

La formaldeide viene invece utilizzata per inattivare i virus e trasformare le tossine in tossoidi. Effettivamente, la formaldeide viene indicata dall'International Agency for Cancer Research tra gli agenti sicuramente carcinogenici. Ad ogni modo, i danni dipendono dalla quantità.

La formaldeide è infatti sempre presente nel corpo umano come parte dei nostri processi metabolici: il rischio dipende quindi da un'esposizione a lungo termine. La quantità presente nei vaccini è invece minuscola. Secondo la statunitense Food & Drug Administration, nel corpo di un bambino è in media presente da 50 a 70 volte la quantità di formaldeide presente in un vaccino.

Per la precisione, la massima quantità di formaldeide presente in un vaccino è di 0,02 mg, mentre in media un bambino di due anni ha nel suo corpo una quantità di 1,1 mg. Vi forniamo un altro raffronto: in media, una mela da 200 grammi contiene da 1,26 a 4,46 mg di formaldeide, una quantità enormemente superiore a quella massima contenuta in un vaccino. Eppure nessuno parla della libertà di scelta per mangiare o meno le mele. Anzi, si dice che una al giorno levi il medico di torno.

I VACCINI SONO SOLTANTO UN MODO PER FAR ARRICCHIRE LE CASE FARMACEUTICHE

Prima di capire cosa ci sia di sbagliato in questa argomentazione, sentiamo cosa ha da dire in proposito il dottor Gregory House.

Una doverosa premessa: che le case farmaceutiche non siano enti benefici è abbastanza ovvio. Sono organizzazioni a scopo di lucro, come qualsiasi azienda al mondo. Certo, a volte capita che qualche casa farmaceutica infranga la legge pensando più al proprio bilancio che alla salute dei pazienti. Certo, il sistema della ricerca sui farmaci finanziato da queste aziende è migliorabile.

Ciò non vuol dire che si possa accusare "Big Pharma" (un'espressione utilizzata per indicare i colossi dell'industria farmaceutica) di qualsiasi nefandezza senza portare uno straccio di prova o quantomeno una tesi vagamente verosimile. Perché, in effetti, la tesi "Big Pharma vuole che tutti si vaccinino per macinare super-profitti" non solo non ha alcuna base, ma è priva di senso. E questo senza nemmeno considerare gli studi che mostrano chiaramente quanto il calo delle coperture vaccinali pesi sui bilanci di uno stato.

Qualche mese fa Skeptical Raptor pubblicò un'analisi su quanto i vaccini siano un buon affare per le case farmaceutiche, sia presi da soli che in rapporto ad altri farmaci. Se avete familiarità con la lingua inglese, vi suggeriamo di leggere interamente quel report, particolarmente interessante e ricco di dati (oltre che di fonti). Per amor di brevità, qui vi offriremo un riassunto dei passaggi più significativi.

Nel 2013, a fronte di un introito di 1,32 bilioni di dollari per "Big Pharma", il fatturato complessivo globale del settore dei vaccini è stato di 24 miliardi di dollari. Una cifra certamente consistente, ma che rappresenta comunque appena l'1,82% del fatturato complessivo annuo delle industrie farmaceutiche.

Somministrazione di un vaccino anti-influenzale Somministrazione di un vaccino anti-influenzale  REUTERS/ERIC GAILLARD

Ovviamente, non tutto ciò che si incassa rappresenta un profitto. Dai suddetti 24 miliardi vanno infatti sottratti i costi dei prodotti venduti (principalmente produzione e distribuzione), spese amministrative e di marketing, ecc. In questo modo, il totale arriva a 10,5 miliardi di dollari. Una cifra più che rispettabile, che rappresenta il 43,8% del fatturato.

Bisogna però considerare che i farmaci di altro tipo garantirebbero a questo punto profitti pari a 11,1 miliardi di dollari, ossia il 46,3% del fatturato. Questi prodotti sarebbero quindi più vantaggiosi per la case farmaceutiche, con profitti maggiori di circa il 5%.

"I profitti più bassi per i vaccini dipendono dal fatto che gli altri farmaci hanno costi inferiori come risultato di un minor numero di resi causati da scarti o cambiamenti negli antigeni (come avviene da stagione influenzale a stagione influenzale", spiegano su Skeptical Raptor. "I normali prodotti farmaceutici raramente cambiano da un anno all'altro, quindi qualcosa prodotto in un anno può essere venduto l'anno successivo, se non è ancora scaduto. Inoltre, per i vaccini la distribuzione è molto più costosa, perché c'è bisogno di spedirli con più cura".

Ricapitolando, abbiamo margini di profitti inferiori rispetto ai "normali" farmaci, a fronte di un sistema più complesso. Probabilmente basterebbe già questo a dimostrare come la tesi del complotto di Big Pharma sia campata per aria, ma c'è molto di più. Fra parentesi, in effetti quei 10,5 miliardi non sono il vero margine ottenuto dall'industria farmaceutica: da quella cifra vanno sottratte le inevitabili tasse, i costi di ricerca & sviluppo e l'ammortamento. Considerando anche questi fattori, i profitti reali scenderebbero a circa 2,5 miliardi di dollari, pari a poco più del 10% del fatturato.

Ad ogni modo, i profitti relativi i vaccini potrebbero essere ancora considerati, secondo qualcuno, un "movente" più che sufficiente per imbastire un maxi-complotto su scala mondiale. Questo non tiene però conto di un "segreto" che gli amministratori delegati di Big Pharma conoscono benissimo, a differenza degli anti-vaccinisti: le case farmaceutiche hanno più da guadagnare dalla cura per la malattia che non dal vaccino.

Vaccino MPR Vaccino MPR  REUTERS/BRIAN SNYDER

Secondo i dati del Center for Disease Control (CDC), ogni ricovero dovuto alle complicazioni del morbillo (un'eventualità che, come vedremo, non è affatto rara) comporta un costo di 142.000 dollari, dei quali 56.000 sarebbero destinati ai medicinali, ossia finirebbero (con un margine di profitto, lo ricordiamo, maggiore rispetto ai vaccini) nelle tasche di "Big Pharma". Che sarebbe quindi più che lieta di eliminare le vaccinazioni ed aumentare queste occasioni di guadagno.

Volete elaborare una teoria del complotto riguardante i vaccini? Eccone una: le grandi case farmaceutiche sobillano (e magari finanziano) le associazioni anti-vacciniste e fanno in modo che il loro punto di vista compaia sui media, contribuendo quindi alla diminuzione della percentuale di vaccinati e creando una situazione che gli permetta di ottenere profitti più alti di quelli ottenibili con i vaccini.

Sia chiaro: quanto riportato sopra è pura fantasia, senza alcuna rispondenza nella realtà (o almeno speriamo). Ma quantomeno è una teoria del complotto che, a differenza di quella che vede Big Pharma a capo della cospirazione dei vaccini, quantomeno si basa su presupposti logici. 

LA VACCINAZIONE COMPORTA RISCHI ED EFFETTI COLLATERALI

In linea di principio, ogni singola attività umana comporta dei rischi e l'assunzione di qualsiasi sostanza (inclusa l'acqua) può avere degli effetti collaterali. Ad ogni modo, i progressi costanti nel campo hanno permesso di raggiungere un livello di sicurezza quasi totale, sarebbe a dire che i rischi effettivamente legati ai vaccini (e non relativi ad una semplice correlazione temporale), sono incredibilmente bassi.

Chiaramente, quando parliamo di rischi relativi alle vaccinazioni non ci riferiamo a normali segni di risposta dell'organismo alla somministrazione (come ad esempio un lieve stato febbrile) ma a conseguenze più serie. Ovviamente, qualcuno potrebbe pensare che non ci sia motivo di sottoporre i propri figli ad un qualche rischio, seppure incredibilmente basso. Si tratta di una reazione con una sua logica, ma che non si basa sul dato più importante: non vaccinare espone ad un rischio molto maggiore.

Proviamo a fare un esempio. Il vaccino MPR (morbillo, parotite e rosolia) presenta un rischio di encefalite o altre reazioni allergiche severe in 1 caso su 1.000.000 o, se preferite, nello 0,000001% dei casi. Contrarre il morbillo può invece condurre alla polmonite in 1 caso su 20, all'encefalite in 1 caso su 1.000 (con annesso rischio di sordità o di ritardo mentale) ed alla morte in 1 o 2 casi su 1.000 (fonte 1 - fonte 2). 

LEGGI ANCHE: Preoccupatevi del morbillo (e di chi è contro i vaccini), invece che dell'ebola

bambino siriano vaccino polio Un bambino di Raqqa (Siria) viene vaccinato contro la poliomelite  REUTERS/NOUR FOURAT/FILES

Un altro esempio: il vaccino meningococcico. In questo caso i rischi di reazioni avverse come parestesia o reazioni anafilattiche sono inferiori a 1 su 10.000, mentre una grave reazione allergica può avvenire in un caso su 1.000.000 (altre fonti parlano di 1 caso su 900.000). Ad ogni modo, le malattie da meningococco si rivelano letali nel 10/15% dei casi, anche in presenza di un'adeguata terapia antibiotica. Nel 25% dei casi possono invece verificarsi complicazioni che portano, tra le altre cose, ad amputazione degli arti, emiplegia, ritardo mentale, epilessia, sordità neurologica.

Per essere molto chiari: non esiste una tipologia di vaccino per la quale l'Organizzazione Mondiale della Sanità indichi una frequenza di reazioni avverse tale da poter anche lontanamente mettere in dubbio la necessità di somministrare i vaccini. Chiunque volesse contestare le conclusioni raggiunte dall'OMS è liberissimo di farlo, ma questo richiederà la confutazione dei moltissimi studi (114 per il solo MPR) sui quali quelle conclusioni si basano.

I VACCINI POSSONO CAUSARE L'AUTISMO

Questa è forse la più grande e, di conseguenza, dannosa bufala mai raccontata sui vaccini. Questa follia ha avuto inizio nel 1998, con uno studio firmato dal medico britannico Andrew Wakefield e pubblicato da The Lancet, le cui conclusioni rappresentavano una potenziale bomba: la somministrazione del vaccino trivalente per morbillo, parotite e rosolia (MPR) sarebbe correlata all'insorgere di autismo e malattie intestinali.

Di questa faccenda ci siamo occupati nel dettaglio in altre occasioni. Ecco un breve riassunto: l'indagine di un reporter del Sunday Times fece emergere come tra i principali finanziatori della ricerca di Wakefield ci fossero degli studi legali (che avevano fornito 674.000 dollari) alla caccia di prove da sfruttare in alcune cause contro le aziende che producevano i vaccini.  

In seguito, il General Medical Council britannico (GMC) avviò un'inchiesta su Wakefield e due suoi colleghi, accusati di condotta anti-scientifica nel corso del loro studio, in quanto i bambini coinvolti erano stati sottoposti a a punture lombari e altre procedure mediche invasive non necessarie, il tutto senza la necessaria approvazione di un comitato di controllo etico. La decisione arrivò all'inizio del 2010: il medico fu trovato colpevole di numerose accuse, e secondo la commissione di cinque membri nominata dal Council era "venuto meno ai suoi obblighi di consulente responsabile", agendo sia contro l'interesse dei suoi stessi pazienti che "disonestamente ed irresponsabilmente" nella sua ricerca.

Un bambino piange durante la somministrazione di un vaccino Un bambino piange durante la somministrazione di un vaccino  REUTERS/IBRAHEEM ABU MUSTAFA

Nella primavera del 2010, Wakefield fu radiato dall'albo dei medici britannici. Annunciando la decisione, il GMC spiegò come lo scienziato avesse "gettato nel discredito la professione medica" e che qualsiasi condanna inferiore alla radiazione sarebbe stata inappropriata, a causa delle "serie e variegate scoperte" sulla sua condotta.

Tre mesi prima della radiazione, The Lancet aveva ritirato la ricerca, mettendo in risalto come svariati elementi dello studio fossero stati falsificati. Può risultare utile precisare come "falsificati" sia diverso da "errati". Falsificare significa alterare qualcosa in modo fraudolento e deliberato.

Tutto risolto, quindi? Assolutamente no. Come diceva Jonathan Swift: la menzogna vola mentre la verità le arranca dietro. In questo caso la menzogna del legame tra vaccini ed autismo è riuscita a volare anche grazie alle "ali" fornite da alcune star dello spettacolo come Jim Carrey e Jenny McCarthy, che più volte si sono esposti in difesa di Wakefield. E questo nonostante nuove ricerche e meta-analisi che hanno preso in esame milioni di bambini dimostrando l'inesistenza di un qualsiasi nesso di causalità o correlazione fra vaccinazioni ed autismo.

LEGGI ANCHE: Zuckerberg porta la figlia a vaccinarsi, gli anti-vaccinisti lo assalgono

Ma c'è di più. In Giappone il vaccino MPR non viene più somministrato dal 1993, quindi se esistesse davvero questo legame allora i casi di disturbi dello spettro autistico sarebbero dovuti crollare. Ma indovinate un po'? Non è successo: come spiegato in uno studio del 2005, le diagnosi di autismo sono aumentate (per via dell'affinamento delle tecniche diagnostiche) in modo simile a quanto visto in altre parti del mondo. Considerando il suddetto affinamento delle tecniche diagnostiche, l'incidenza è assolutamente uguale prima e dopo l'utilizzo dei vaccini trivalenti. Il paper si conclude con una frase inequivocabile: "Qualsiasi cosa causi l'autismo, non è il vaccino MPR".

Basandosi su questa enorme mole di dati, si può tranquillamente dire che continuare a sostenere l'esistenza di un legame tra vaccini ed autismo può dipendere solamente da due cose: una clamorosa stupidità o un'evidente malafede. Non esiste una terza possibilità.

PERCHÉ I MEDICI SI RIFIUTANO DI FIRMARE ASSUNZIONI DI RESPONSABILITÀ PER I VACCINI CHE SOMMINISTRANO?

La risposta sintetica a questa domanda è: per lo stesso motivo per il quale un meccanico che vi ripara i freni non firmerebbe mai un'assunzione totale di responsabilità che copra qualsiasi uso farete della vostra automobile, qualsiasi possibile difetto o inadeguatezza di dischi, pastiglie, ecc., qualsiasi malfunzionamento dovesse insorgere da un'altra parte dell'auto (ad esempio le sospensioni) che potrebbe influire negativamente sull'impianto frenante. Un meccanico sarebbe responsabile, dal punto di vista legale, soltanto del modo nel quale vi ha riparato i freni. 

Quando un anti-vaccinista tenta di prevalere in una discussione non è insolito che tiri fuori la carta della richiesta avanzata a qualche medico, e puntualmente respinta, di firmare un'assunzione di responsabilità per qualsivoglia effetto possa presentarsi dal momento della vaccinazione in poi, fino a quando il bambino vaccinato non compirà 100 anni. Non c'è da stupirsi che un'argomentazione del genere possa far presa: è concisa ed appare logica e risolutiva. Ma non è così.

In realtà un medico, proprio come il meccanico dell'esempio, è già responsabile della somministrazione del vaccino e non avrebbe quindi alcun motivo di assumersi responsabilità che non lo riguardano. Ad esempio, l'Istituto Superiore di Sanità specifica come sia "responsabilità assoluta della persona qualificata di una data officina farmaceutica rilasciare esclusivamente i lotti di vaccino risultati conformi per tutti i parametri previsti dalla autorizzazione alla immissione in commercio".

Se mai doveste trovarvi in una discussione con una persona che gioca la carta del "medico che non firma l'autorizzazione", la risposta da fornire sarà piuttosto semplice: "Saresti disposto a firmare una dichiarazione nella quale ti assumi la piena responsabilità della scelta di non vaccinare tuo figlio, ossia ad esempio di garantire che nel caso tuo figlio dovesse contrarre una delle malattie prevenibili dal vaccino le sue spese mediche (che potrebbero ammontare a decine di migliaia di euro) sarebbero unicamente a carico tuo e non del servizio sanitario nazionale? O anche che se un giorno un bambino che non può vaccinarsi dovesse contrarre una malattia da tuo figlio, i genitori di questo bambino potrebbero rivalersi su di te? O anche che, se un giorno tuo figlio dovesse decidere di farti causa per le eventuali menomazioni subite a causa di malattie preventivabili con la vaccinazione, tu ti assumeresti il pagamento di tutti i danni morali e materiali?". Così ad occhio, non firmerebbero in molti.