Vendita Alitalia: al bando rispondono 20-30 (dis)interessati. La strada è ancora troppo lunga

Alitalia, lavoratore
Un lavoratore di Alitalia passa si fronte ad una manifestazione di protesta organizzata da suoi colleghi, davanti un terminal dell'aeroporto di Fiumicino REUTERS/Remo Casilli

In molti vogliono vedere le carte in mano a Alitalia. Il bando per raccogliere le manifestazioni di interesse per la compagnia di bandiera commissariata si è chiuso il 5 giugno: le offerte non vincolanti arrivate al notaio romano titolare della raccolta sono, secondo diverse indiscrezioni di stampa, 20-30.

Un numero interessante, se non fosse che non conta assolutamente niente. Fermate le trombe e trattenete l’entusiasmo che già si annusa tra Governo e commissari della compagnia. Si tratta di offerte non vincolanti, ciò significa che non valgono niente. I passaggi per arrivare alle offerte vere e proprie sono ancora lunghi e lungo la strada saranno molti coloro che si tireranno indietro perché non sono mai stati davvero interessati o perché hanno avuto un ripensamento.

Il momento cruciale per il futuro di Alitalia è fissato a ottobre quando dopo avere scoperto le carte e illustrato le informazioni sensibili di Alitalia si aprirà il bando per le offerte vincolanti e poi, nel caso, la gara pubblica con coloro davvero interessati ad Alitalia. Questa fase è sono preparatoria e molti di coloro che si sono fatti avanti potrebbero essere soltanto curiosi di sbirciare dietro le quinte di Alitalia e carpire informazioni sensibili sulla compagnia. Tra il dire e il fare poi ci sono di mezzo molti mesi in cui tutto è destinato a cambiare.

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Alitalia: vendesi compagnia bollita


Il bando per la vendita di Alitalia si è aperto il 17 maggio scorso. Sul piatto c’è una compagnia bollita che perde circa 2 milioni di euro al giorno. Saltata l’ipotesi salvataggio tramite ricapitalizzazione da parte dei soci - a causa della bocciatura da parte dei dipendenti dell’accordo su esuberi e tagli – Alitalia è stata commissariata. Il Governo ha così erogato un prestito ponte per permettere alla compagnia di continuare a volare e a pagare gli stipendi. Garantire la continuità aziendale è fondamentale per non perdere clienti e non intaccare ancora di più la già traballante redditività della compagnia che deve cercare di rendersi appetibile per eventuali acquirenti.

In realtà la vendita non è l’unica soluzione pensata per Alitalia. Il bando infatti prevede tre strade per il salvataggio del vettore. La prima, lo spezzatino di Alitalia, prevede la vendita della compagnia a pezzi a coloro che sono interessati ad immobili, slot e aerei. Sarebbe la soluzione più drastica e anche la meno gloriosa per la compagnia del tricolore, ma purtroppo è anche la più percorribile.

La seconda ipotesi è quella tentata fino ad oggi: la ristrutturazione aziendale per la quale però servono tagli drastici (appena bocciati dal referendum dei dipendenti) e tanti soldi che le banche non hanno intenzione di spendere.

La terza soluzione prevede l’acquisto in toto della compagnia, ma da parte di chi? Italia non ci sono investitori in grado di sostenere l’acquisto e il rilancio della compagnia a meno che non si crei una cordata, sullo stile di quella dei Capitani coraggiosi voluta dall’ex premier Silvio Berlusconi. L’arrivo di un salvatore straniero è impossibile perché le regole europee prevedono che un’azienda extra-europea possa entrare in una compagnia aerea dell’UE al massimo con il 49% della società (come ha fatto Etihad). Un possibile investitore straniero dovrebbe quindi rapportarsi ad un socio che detenga la maggioranza di Alitalia.

Bando Alitalia: 20-30 (dis)interessati


Si è chiuso il 5 giugno il bando per la raccolta delle manifestazioni di interesse. La vendita di un vettore come Alitalia è una procedura lunga e complessa non una televendita su un canale locale. Le fasi dell’operazione sono numerose e i tempi molto lunghi: il futuro di Alitalia sarà più chiaro soltanto a fine 2017 o nel 2018.

Comunque sia alla prima chiamata hanno risposto in 20-30 soggetti: a breve i commissari apriranno le buste e diranno il numero ufficiale delle offerte valide. I giornali scrivono che Governo e commissari hanno accolto con “sollievo” l’esito del bando perché temevano che nessuno fosse interessato all’acquisto del vettore. Ciò non toglie che siano ancora molte le possibilità di rimanere delusi.

Nei prossimi giorni sarà aperta (per circa un mese) la data room, cioè il luogo dove un venditore rivela all'ipotetico acquirente informazioni ritenute 'confidenziali' che riguardano il bene in vendita. A quanto pare in questa prima fase non saranno illustrate le informazioni più sensibili di Alitalia proprio perché i commissari temono che molti di coloro che si sono fatti avanti, soprattutto le altre compagnie, siano solo curiose di vedere le carte nascoste di Alitalia.

Dopo questo passaggio i commissari invieranno a coloro che resteranno in ballo e che avranno i requisiti richiesti dal bando la “Lettera di procedura” con i termini, le modalità ed i contenuti delle proposte da presentare tra luglio e agosto, ancora di carattere non vincolante.

Intanto la compagnia lavorerà al nuovo piano industriale da presentare entro luglio, con un diverso taglio dei costi e nuove prospettive di crescita e redditività. Tra settembre e ottobre è prevista la conclusione della procedura, con l’invio delle offerte vincolanti a chi non si sarà perso per la strada. Se le offerte vincolanti saranno numerose si aprirà la gara pubblica per l’aggiudicazione definitiva di Alitalia.

Ad oggi si fanno i nomi dell’americana Delta Airlines, della cinese Hainan Airlines, della francese Air France, della britannica British Airways, della turca Turkish Airlines, della cinese Air China oltre a private equity come Tpg, Cerberus, Indigo Partners. Tra gli assenti alla prima chiamata ci sarebbero Emirates, Japan Airlines, Ryanair e Lufthansa.

Ma ad oggi fare il toto-nomi ha davvero poco senso. Sarà lecito iniziare a parlare di acquirenti soltanto il prossimo autunno quando si inizierà a fare sul serio raccogliendo le offerte vincolanti. Lì vedremo davvero chi è interessato ad Alitalia. Non solo. Non è detto che coloro che si fanno avanti siano interessati all’acquisto della compagnia, potrebbero sperare di accaparrarsi un pezzo di vettore nel caso prevalga l’ipotesi spezzatino. Insomma, se davvero c’è un Cavaliere bianco intenzionato a salvare Alitalia lo vedremo apparire soltanto tra qualche mese.