The Visit: recensione del film horror. Torna Shyamalan regista de Il sesto senso

di @LucaMarra 26.11.2015 16:56 CET
The Visit recensione film
The Visit horror di M. Night Shyamalan dal 26 novembre al cinema ©Universal Pictures

The Visit torna M. Night Shyamalan e non è solo un ritorno in ordine di tempo ma anche di qualità. La trama di The Visit parte da una madre che quindici anni prima ha lasciato casa sbattendo la porta. Da allora non ha voluto rivedere più i genitori che la mettevano in guardia dal suo ragazzo del tempo. Oggi quei genitori si sono rifatti vivi e vogliono vedere i nipoti che non hanno mai conosciuto. Così la madre lascia andare i suoi figli adolescenti: l’aspirante rapper Tyler ( Ed Oxenbould ) e  la cinefila Becca ( Olivia DeJonge ) che girerà un documentario sull’esperienza. I nonni, Pop pop ( Peter McRobbie ) e Nana ( Deanna Dunagan, ) si mostreranno da subito molto amorevoli ma ogni tanto avranno atteggiamenti inizialmente poco decifrabili…
The Visit recensione film 2 Deanna Dunagan "nonna horror" in The Visit  ©Universal Pictures

Manoj Nelliyattu Shyamalan conosciuto come M. Night Shyamalan incontra il Re Mida attuale del horror: il produttore Jason Blum. La mente di   Paranormal Activity, La notte del Giudizio o il recente Unfriended (recensione) che ha portato film di basso budget a incassi poderosi. Già sulla carta questo duo era interessante, sulla pellicola lo è diventato ancora di più. Il regista di gioielli come  Il sesto senso, Signs, il sottovalutatissimo E venne il giorno ma anche di film discutibili come il precedente After Earth ( recensione ), è partito con un budget molto ridotto ma un pugno solido di idee e di attori di più generazioni con un segno comune: la bravura.

Shyamalan affida la narrazione principalmente ad un suo alter ego: l’ adolescente Becca. Quattordicenne che cerca la tensione visiva nell’inquadratura, si accorge della distanza focale e certe inquadrature non le fa, perchè “non è etico”. Il suo documentario in progress diventa il “found footage” della situazione. Cioè quel finto materiale di repertorio che va molto di moda negli horror contemporanei. Come di moda negli horror è anche un film PoV ( Point of View ) cioè un racconto ripreso dalla soggettiva del protagonista, vediamo ciò che vede lui. Buona parte del film è girata così in modo da aumentare la tensione perchè vediamo cioè che vede Becca ma quello che non coglie con gli occhi, non lo cogliamo neanche noi. E in un horror è fondamentale quello che non si vede ma si avverte, ingrossando la sensazione del non controllo delle cose, dunque della paura.

Questa serie di scelte visive insieme all’ambientazione della Pennsylvania innevata e solinga e alle già sottolineate interpretazioni ottime dei cinque protagonisti danno a The Visit una dimensione di storia importante dove la paura sguscia attraverso  clichè, rinverditi con originalità, che fanno parte del nostro immaginario degli incubi. Cosa c’è sotto il letto?  Cosa sono quei rumori che di notte avvertiamo ma che abbiamo sempre di timore nel verificare?

Cosa non vediamo e cosa non possiamo sapere di chi sta accanto a noi? Strizzando l’occhio pure ad Hensel e Gretel che è anche una notevole fiaba dark, il regista de Il sesto senso ci porta in una storia che funziona sia nella parte di horror che in quella di dramma familiare che ingloba il suo opposto: difatti in più punti ci sono momenti di commedia, affidati al piccolo Tyler, che reggono bene.

Nelle pieghe di un conflitto familiare mai risolto che serve da centro umano della vicenda si sorregge un horror solido, concreto nel generare paura e nel sorprenderci in un fulminante “twist” un colpo di scena che scuote mentre gli eventi vanno in crescendo. Da dopo questo capovolgimento poi la storia prende strade più prevedibili ma non si può negare che l’esperienza di tensione vissuta fino a quel momento è stata notevole.

Seppur non ai livelli dei suoi primi lavori, Shyamalan imbocca nuovamente una strada feconda e brillante del suo cinema, frutto di uno dei migliori sguardi del cinema anni Duemila seppur discontinuo nel creare. Bentornato dunque M.Night Shyamalan.