Vita di Pi: recensione

  | 19.12.2012 15:48 CET
Vita di Pi
Il protagonista Suraj Sharma alle prese con la Natura in "Vita di Pi".

La Vita di Pi è piena. Pi è un ragazzo molto sensibile, ha fede mentre suo padre è la ragione. La famiglia gestisce un fantastico zoo e lui sin da piccolo si deve dividere tra la cultura, documentandosi più che può, le domande sulla fede e la spiegazione sull'origine del suo nome: lasciamo allo spettatore la risposta perché sarà gustosissima. La vita di Pi un giorno viene sconvolta: il padre decide di trasferirsi in Canada con la famiglia e lo zoo, ma sulla nave del trasferimento qualcosa andrà storto e l'acqua l'affonderà. Pi sopravvivrà con una scialuppa e qualche animale, soprattutto la temutissima tigre del Bengala Peter Parker, anche lei con origine del nome molto divertente.

 

Vita di Pi nasce dal romanzo omonimo e di super successo di Yann Martel, la versione cinematografica la scrive con le immagini Ang Lee, regista pluripremiato, per il quale si fa prima a dire i generi che non ha affrontato che quelli coi quali si è misurato. Dunque, l'esperienza di regia in questo film si vede tutta nonostante alla base ci fosse un solido romanzo: Lee si misura con un film che trottola tra il sentimentale, l'avventura, il dramma e gira divinamente creando un grande affresco in movimento. Il film è distribuito in 3D che stavolta non serve solo ad esaltare lo scenario ma è un 3D emotivo, dà prospettive e profondità al sentire di Pi, interpretato da un bravo Suraj Sharma. Giustapponendo il cielo e le acque, le luci della notte oceanica e il cuore del giorno, Ang Lee "dipinge" con la tecnologia un film crocevia tra l'Odissea e Cast Away, un viaggio esterno e interiore che mischia fede quella di Pi e ragione quella di suo padre e poi l'eterno conflitto uomo-natura con un coprotagonista animale di grande forza, la tigre Richard Parker. Col taglio internazionale e col difettuccio di tendere ogni tanto allo "strappalacrime" facile, Vita di Pi è un film dai lati panteisti (Dio è nella Natura stessa) profondo ma per tutti: qualsiasi sia il livello di lettura che lo spettatore abbia, capirà che dalla Vita di Pi c'è da trarne comunque qualcosa. In primis, la speranza.

 

 

 

Commenti