Voli per gli USA a 14 euro, Ryanair smentisce: ma dai?

di 20.03.2015 18:10 CET
Due Boeing 737-800 di Ryanair
Due Boeing 737-800 di Ryanair Flickr-CC BY SA 2.0
Flickr-CC BY SA 2.0/Aleksander Markin

Non per voler fare i professorini, ma noi lo avevamo detto: Ryanair non volerà negli USA, né ora né mai. La compagnia irlandese ha emesso un comunicato stampa nel quale ha spiegato che, nonostante la notizia emersa nei giorni scorsi sull'avvio di rotte transatlantiche con biglietti a prezzi stracciati, il vettore continuerà a coprire solamente il proprio nework europeo.

"Alla luce della recente copertura mediatica, il consiglio di amministrazione di Ryanair Holdings plc desidera chiarire che non ha preso in considerazione o approvato alcun progetto transatlantico, né intende farlo", ha scritto la compagnia in un breve comunicato.

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I nostri dubbi li avevamo espressi molto chiaramente: per una compagnia buttarsi sul lungo raggio non significa "soltanto" volare più lontano, ma dover soddisfare una serie di requisiti (tecnici, economici, organizzativi) che mal si coniugano col modello di business di un vettore low-cost. Per questo motivo i voli Ryanair verso gli USA sembravano più un'utopia che una possibilità reale. Ed infatti si sono dimostrati una notizia falsa.

È curioso notare come Ryanair abbia avuto bisogno di ben tre giorni per smentire la notizia dell'avvio dei voli transatlantici: i report sulla decisione del consiglio di amministrazione erano emersi lunedì 16, mentre il comunicato della compagnia low-cost è del 19 marzo. Solitamente, le smentite di notizie false o inesatte arrivano molto velocemente, specie quando una società è quotata in borsa.

Certezze non se ne possono avere, ma non sembra assurdo pensare che possa in qualche modo essersi trattato di una trovata di marketing: per tre giorni Ryanair è infatti stata al centro di una forte copertura mediatica, interamente gratuita. E del resto non sarebbe una novità.

Probabilmente ricorderete quando, qualche anno fa, si disse che Ryanair stava pensando di mettere delle toilette a pagamento sui suoi aerei, o che fosse disposta a presidporre degli spazi per far viaggiare i passeggeri in piedi, come sugli autobus.

Michael O'Leary, CEO di Ryanair, è un personaggio che a volte può sembrare eccessivamente guascone, ma è in realtà un navigato uomo d'affari con quasi 25 anni di esperienza nel settore del trasporto aereo. Mai nella vita potrebbe pensare che le autorità che regolano il settore dell'aviazione a livello mondiale possano permettergli di far pagare i passeggeri per andare in bagno o di farli viaggiare tenendosi ad un corrimano.

Ma dirlo fa sì che il nome della compagnia finisca sui giornali, ed in un modo o nell'altro si parlerà di Ryanair. Il sospetto che qualcosa di simile sia accaduto anche stavolta è davvero forte. Diceva Samuel Johnson che "l'anima delle pubblicità sono le grandi promesse". Mantenerle è però un discorso completamente diverso.