Voli Ryanair per gli USA a 14€? Ecco cosa c'è di vero nell'annuncio della compagnia irlandese

di 17.03.2015 18:52 CET
Due Boeing 737-800 di Ryanair
Due Boeing 737-800 di Ryanair Flickr-CC BY SA 2.0
Due Boeing 737-800 di Ryanair - Credits: Flickr-CC BY SA 2.0/Aleksander Markin

[AGGIORNAMENTO 20 MARZO: come volevasi dimostrare, Ryanair ha smentito di avere in programma il lancio di voli intercontinentali | LEGGI QUI: Voli per gli USA a 14 euro, Ryanair smentisce: ma dai?

Il consiglio di amministrazione di Ryanair ha annunciato i propri piani per l'avvio di collegamenti transatlantici tra l'Europa ed il Nord America, un'operazione definita "un logico sviluppo" della loro strategia, come spiegato in un comunicato riportato da RTE News.

Ryanair, quinta compagnia aerea al mondo (e prima in Europa) per numero di passeggeri trasportati e seconda più grande low-cost a livello globale dopo Southwest Airlines, potrebbe offrire biglietti di sola andata dalle principali città del Vecchio Continente agli USA con tariffe a partire da 10 sterline (poco meno di 14 euro). I programmi della compagnia, secondo quanto riportato dall'Irish Times, sarebbero quelli di volare verso 14 destinazioni negli Stati Uniti da altrettante basi in Europa.

Il CEO della compagnia irlandese, Michael O'Leary, è un personaggio al quale l'aggettivo "pittoresco" non rende piena giustizia: i suoi incontri con la stampa sono spesso dei veri e propri eventi, anche per le sue sparate a scopo pubblicitario (le più famose sono quelle sulle toilette a pagamento e sui posti in piedi in aereo) e per le sue battute (una delle più famose: "Se portiamo gente ricca sui nostri voli? Sì. Ne ho preso uno stamattina, ed io sono molto ricco").

O'Leary aveva già parlato più volte in passato di un'eventuale strategia Ryanair per il lungo raggio, mostrandosi sia possibilista che pessimista al riguardo. In una memorabile conferenza stampa in Germania il vulcanico dirigente aveva spiegato che, nell'eventualità, gli aerei avrebbero avuto una configurazione a due classi: Economy, molto a buon mercato e con comfort ridotto, e Business, a prezzo parecchio elevato e con servizi che avrebbero compreso "letti e sesso orale". Si tratta di un eufemismo, dal momento che O'Leary fu molto più esplicito al riguardo: se comprendete l'inglese potrete averne conferma nel video sottostante.

Queste dichiarazioni furono rilasciate nel 2008, ed anche se voci in questo senso hanno continuato a circolare nulla si è mai concretizzato. Ed a questo punto è lecito chiedersi: quanto c'è di vero nell'annuncio della strategia Ryanair per il lungo raggio? Per comprenderlo, è necessario fare un breve riassunto di alcuni aspetti del modello di business low-cost.

Uno degli elementi che permette a questi vettori di mantenere prezzi così bassi è la flotta: gli aerei vengono acquistati in grande quantità, e tutti dello stesso modello (o quantomeno della stessa famiglia). Questo permette di ridurre i costi perché, come avviene nella compravendita di qualsiasi bene, ad una maggiore quantità corrisponde un maggior potere di negoziazione per chi acquista. Inoltre, una flotta con aerei uguali (o simili) permette di spendere meno in termini di addestramento e rotazione del personale, oltre che per i contratti da stipulare con chi si occupa della manutenzione degli aeromobili.

Alla fine del 2001 i maggiori produttori di aerei erano in grossa crisi: l'11 settembre aveva fatto aumentare la paura di volare, e se non c'è gente che paga il biglietto le compagnie non acquistano nuovi aerei. Boeing aveva visto i suoi ordini crollare del 45%, e quando O'Leary si presentò nella sede dell'azienda a Seattle gli fu steso davanti un tappeto rosso. Tra il 2001 e il 2002 Ryanair si portò a casa oltre 200 B737-800 con uno sconto che, secondo alcuni, sfiorò il 50% rispetto al prezzo di listino.

Fu in buona parte grazie a quegli aerei che Ryanair è riuscita a dominare il mercato del low-cost in Europa, offrendo voli a 1 centesimo e sbaragliando la concorrenza. E a volte facendosene anche beffe, come si può vedere nella foto sottostante (SkyEurope era una low-cost slovacca, fallita nel 2009).

IBTimes Italia

Al momento Ryanair ha una flotta composta da oltre 300 Boeing 737-800, con ordini aperti per 100 ulteriori aerei dello stesso modello più 100 B737 MAX 200. Entrambi i modelli hanno un'autonomia sufficiente a coprire senza scalo la distanza tra città come Glasgow o Dublino ed il Canada orientale. Teoricamente, da lì sarebbe possibile raggiungere buona parte degli Stati Uniti. Ma immaginare di operare in questo modo dall'Europa richiederebbe almeno due scali (uno a Glasgow/Dublino, l'altro in Canada) e renderebbe impossibile offrire le tariffe a prezzo stracciato delle quali si parla.

È quindi assolutamente necessario acquistare aerei fatti per il lungo raggio, come l'Airbus A350 XWB o il Boeing 787 Dreamliner, che hanno un'autonomia di circa 15.000 km. Oltretutto, visto che si parla di collegamenti da 14 città europee, la quantità non dovrebbe essere troppo bassa. È però altamente improbabile che Ryanair possa fare un nuovo super-affare come quello del 2001: il mercato adesso è in crescita, e le compagnie medio-orientali (Emirates, Qatar Airways, Etihad) stanno comprando aerei a lungo raggio come se non ci fosse un domani.

Rispetto a questi colossi, la quantità di aerei che acquisterebbe Ryanair sarebbe certamente significativa, ma non tale da dare alla compagnia irlandese il potere contrattuale per ottenere uno sconto enorme. Se davvero O'Leary vorrà partire coi collegamenti transatlantici dovrà quindi aspettare l'occasione propizia per l'acquisto, con un mercato in calo, e non è detto che questa opportunità arrivi tanto presto.

Michael O'Leary, CEO di Ryanair, in compagnia di alcune hostess della sua compagnia - Credits: Ryanair

Ad essere onesti, esiste anche il caso di Norwegian Air Shuttle, un vettore low-cost norvegese che ha da poco avviato collegamenti a lungo raggio grazie a due B787 Dreamliner. Per la compagnia scandinava il 2014 si è chiuso con quasi 3 milioni di passeggeri in più rispetto all'anno precedente, ma dopo 7 bilanci consecutivi in attivo ha concluso l'ultimo anno fiscale con perdite per 185 milioni di Euro, causate proprio da questa espansione. O'Leary avrà preso nota, e con tutta probabilità eviterà con cura di ripercorrere questa strada.

Peraltro Kenny Jacobs, responsabile marketing del vettore irlandese, ha spiegato al Financial Times che Ryanair, rispetto a Norwegian, è "un'azienda più grande, un marchio più grande, con più traffico ed un modello di costi molto più efficiente".

C'è poi un altro problema da considerare: partire con il lungo raggio significherebbe probabilmente dover entrare a far parte di un'alleanza di compagnie aeree, ossia un gruppo di compagnie che si mettono insieme per incrementare il proprio network di destinazioni, stringendo accordi di codeshare. I vettori low-cost restano normalmente al di fuori delle alleanze, che comportano una serie di obblighi che mal si coniugano con il loro modello di business. In questi anni Ryanair non si è certo fatta una grande reputazione in termini di soddisfazione della clientela, e trovare dei partner disposti a legarsi con qualcuno che ha una fama non eccellente da questo punto di vista potrebbe non essere facile.

Stabilito che, se effettivamente la compagnia irlandese inizierà a volare sull'Atlantico, non comincerà certo a farlo a stretto giro, proviamo a capire quanto potrebbero costare effettivamente i biglietti. L'idea che 10 sterline possano essere una tariffa standard è assolutamente folle: Ryanair andrebbe fallita in pochi mesi. Se in effetti ci saranno dei posti a quel prezzo, si tratterà di un'offerta per pochi, pochissimi eletti.

Michael O'Leary, CEO di Ryanair - Credits: Ryanair

Nel migliore dei casi i posti più economici, come suggerito dall'Independent, potrebbero aggirarsi intorno alle 100 sterline (poco meno di 140 euro): una tariffa sicuramente allettante, ma già meno stracciata. In media, la tariffa standard con una prenotazione con congruo anticipo potrebbe essere più o meno di 200 sterline (circa 280 euro).

Un prezzo del genere sarebbe ancora piuttosto basso, ma sarà necessario verificare se, come molto probabile, anche sul lungo raggio il costo del biglietto sarà relativo al solo trasporto, con bagaglio in stiva, cibo e bevande da pagare a parte. E la cosa appare piutosto probabile: è un modello che ha avuto successo sul corto raggio, ed è facile che Ryanair voglia riproporlo anche sugli intecontinentali.

Di certo è molto più facile andare a Barcellona per un weekend con una piccola valigia, sopportando la fame e la sete per una o due ore di volo. Molto più complicato è trascorrere una settimana a New York (magari d'inverno) con pochi cambi di vestiti, affrontando le oltre 9 ore necessarie alla trasvolata da Roma completamente a digiuno.

Oggi è il 17 marzo. Facendo una ricerca di voli da Roma a New York ad un mese esatto da oggi, ossia per il 17 aprile, abbiamo trovato un collegamento di Norwegian a €277 e tre di Turkish Airlines a €327. Se al costo medio di un ipotetico biglietto Ryanair per la stessa tratta aggiungiamo eventuali costi accessori, come un bagaglio in stiva e un panino con una bibita durante il volo, il prezzo complessivo non sarà molto distante da questi.

Volendo tirare le somme, i voli intercontinentali di Ryanair non sono decisamente dietro l'angolo (si parla, nel migliore dei casi, di qualche anno), e le tariffe a prezzo stracciato saranno con tutta probabilità una rarità simile al vincere alla lotteria. In definitiva, se risparmio ci sarà, allora sarà molto meno significativo di quanto qualcuno sperava.

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