Voucher: come funzionano i nuovi buoni lavoro? Quali sono le differenze con i vecchi? La guida in 5 punti

Colloquio di lavoro
Candidati in attesa di colloquio ad una job fair. REUTERS/Mike Segar

Continuano le polemiche sui voucher, vecchi e nuovi. Dopo l’abolizione repentina dovuta alla volontà di evitare il referendum, Governo e PD corrono ai ripari cercando di legiferare sul lavoro occasionale allo scopo di introdurre delle misure che evitino il ricorso al nero.

Sabato 27 maggio è infatti stato approvato in Commissione l’emendamento del Partito Democratico che stabilisce regole differenti per famiglie e imprese. Le persone fisiche potranno ricorrere al Libretto Famiglia ispirato al modello francese, le imprese avranno invece a disposizione i “PrestO”, acronimo di Prestazione Occasionale”.

Un primo via libera che ha fatto andare su tutte le furie MDP, il Movimento creato dagli scissionisti del PD che accusano l’Esecutivo di voler far rientrare i voucher dalla finestra dopo averli fatti uscire dalla porta. La polemica è arrivata addirittura a coinvolgere la sopravvivenza stessa del Governo, con accuse incrociate tra i due partiti della sinistra che possono essere così riassunte: “Volete far cadere il Governo”.

La diatriba ha creato e continua a creare molta confusione ai cittadini e soprattutto a quei lavoratori che fino allo scorso marzo utilizzavano questo strumento per sbarcare il lunario o arrotondare.

Ma come funzionano i nuovi voucher e quali sono le differenze con i “vecchi”? Ecco, in breve, tutto ciò che c’è da sapere.

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CHI PUÒ USARLI?


Fino alla loro abolizione i voucher potevano essere impiegati dalle famiglie, dalle persone fisiche e dalle imprese di tutti i settori che avevano dunque la possibilità di avere a disposizione forza lavoro senza dover obbligatoriamente rispettare le regole previste per i lavoratori contrattualizzati e dunque risparmiando un bel po’ di soldi.

In base a quanto previsto dalla proposta del PD, i nuovi voucher saranno invece appannaggio delle persone fisiche che, utilizzando il cosiddetto Libretto Famiglia, avranno la possibilità di retribuire lavoratori che svolgono lavori domestici, assistenza domiciliare e insegnamento privato.

L’altro ramo dei nuovi buoni lavoro sarà invece caratterizzato dai “PrestO”, che potranno essere utilizzati dalle imprese più piccole, vale a dire da quelle con non più di 5 dipendenti a tempo indeterminato. I nuovi voucher non potranno invece essere sfruttati dalle imprese più grandi, da quelle attive nel settore edilizio e minerario. Vietato anche l’uso per le imprese con le quali il lavoratore abbia già avuto nel recente passato (6 mesi un rapporto subordinato o di collaborazione.

I VECCHI E I NUOVI LIMITI ECONOMICI


In base alle vecchie regole, i buoni lavoro da 10 euro potevano essere utilizzati per remunerare tutte tipologie di lavoratori impegnati nelle attività produttive. I suddetti lavoratori però erano soggetti a un doppio limite: percepire, tramite i voucher, fino a un massimo di i 7mila euro netti annui e ricevere questi soldi da diversi committenti. La soglia massima per singolo committente era pari a 2mila euro annui. Per i pensionati il limite massimo nei 12 mesi scendeva da 7mila a 2mila euro, mentre coloro che percepivano altre forme di sostegno al reddito non si potevano superare i 3mila euro. E per le imprese? Nessun limite. Il che significa che potevano essere impiegati anche 10 lavoratori (a livello esemplificativo), pagandoli fino a 2mila euro l’anno.

In base all’emendamento invece, i datori di lavoro potranno spendere per i voucher fino a un massimo di 5mila euro. Stesso tetto annuo per i lavoratori, ma nel caso in cui la retribuzione derivasse da un singolo committente l’importo massimo si riduce a 2.500 euro.

Introdotto anche un tetto orario: 280 ore l’anno per singolo lavoratore occasionale, 4 ore al giorno per i lavoratori retribuiti tramite PrestO.

COME E DOVE ACQUISTARLI


I vecchi voucher potevano essere acquistati praticamente ovunque: dal tabaccaio, in banca, alla Posta, online. Per usarli occorreva attivarli tramite tramite un sms da inviare un’ora prima dell’inizio della prestazione occasionale.

Le nuove regole prevedono invece una doppia strada. Le famiglie dovranno utilizzare una carta prepagata, da ricaricare sul sito dell’INPS e avranno l’obbligo di comunicare telematicamente i dettagli della prestazione entro il terzo giorno successivo allo svolgimento della stessa.

Per le imprese rimane invece l’obbligo di comunicare i dettagli della prestazione, che dovrà durare massimo quattro ore, un’ora prima del suo inizio.

In entrambi i casi il meccanismo sarà gestito dall’INPS, attraverso un’apposita piattaforma online.

I CONTRIBUTI


Per i vecchi voucher, dal valore lordo di 10 euro, ogni lavoratore riceveva 7,5 euro netti. L’importo restante era così distribuito: 70 centesimi per la copertura INAIL, 1,30 euro per la previdenza e 70 centesimi di tasse.

I nuovi voucher per le imprese invece, i PrestO, avranno un valore netto di 9 euro l’ora (12 al lordo), la quota contributiva a carico del datore di lavoro sarà pari al 33%, cui occorre aggiungere un altro 3,5% di Inail. Il compenso minimo sarà pari a 36 euro.

Per quanto riguarda il libretto di famiglia, ogni ticket avrà un valore netto di 10 euro, cui bisogna aggiungere due euro per contributi e Inail. Al loro saranno dunque di nuovo 12 euro. I compensi percepiti dal lavoratore non saranno soggetti a imposizione fiscale e non andranno ad incidere sul suo stato di disoccupazione.

Previsti riposi giornalieri e settimanali, ma anche pause.

LE SANZIONI


Chi viola la normativa superando i limiti orari o il tetto economico previsto sarà costretto a trasformare il rapporto di lavoro occasionale in contratto a tempo indeterminato. Prevista inoltre l’applicazione di ulteriori sanzioni civili ed amministrative.

Invariato anche l’obbligo di tracciabilità che dovrà essere rispettato attraverso la comunicazione preventiva all’INPS del luogo, oggetto e compenso della prestazione pattuita con il prestatore.