Voucher lavoro: piccole imprese sì o no? Modifiche in arrivo, ma resta il nodo destinatari

Inps
Immagine di repertorio reuters

Corsa alla modifica della normativa sui voucher lavoro per disinnescare il referendum della CGIL per la loro abolizione. Arriva l’8 marzo in Commissione lavoro alla Camera la proposta di legge che tenta di regolamentare il lavoro occasionale pagato tramite voucher da 10 euro. Resosi conto della deriva nell’utilizzo dei voucher, sempre più copertura per lavoro nero e precario, il Governo corre ai ripari. Anche perché la CGIL preme per fissare la data del referendum che dovrebbero ricadere tra il 15 aprile e il 15 maggio.

Resta il tetto dei 7mila euro, ma l’utilizzo dei voucher sarà limitato ai privati che li attivano per mansioni svolte in modo occasionale da badanti, baby sitter o giardinieri. L’utilizzo resta valido anche nell’agricoltura e forse in piccole imprese familiari. Resta da sciogliere proprio il nodo di coloro che potranno farne uso: attualmente su questo punto ci sono due proposte. Vediamo meglio le modifiche già concordate e i nodi ancora da sciogliere.

Voucher: le novità

In pratica, come anticipato nei giorni scorsi, si torna qualche passo (e qualche legge) indietro, alla formulazione originale della normativa sui voucher. I buoni lavoro saranno utilizzabili quasi esclusivamente dai privati, ovvero dalle famiglie che chiamano una baby sitter o un giardiniere per un lavoro occasionale. Torna infatti in campo, il concetto di “occasionalità” della prestazione pagata con i voucher, cancellato nel 2013.

Inoltre il tetto massimo di pagamenti annuali per lavoratore con voucher si abbassa dagli attuali 7mila euro a 3mila euro, come nelle versioni precedenti.

Di pari passo con la stretta sull’utilizzo dei voucher, c’è l’ipotesi di agevolare l’uso dei contratti a chiamata estendendolo a tutte le fasce di età (ora è vitato l’uso per i lavoratori tra i 25 e i 50 anni). In questo modo di potrebbe arginare l’ultizzo dei voucher lavoro liberalizzando il ricorso al contratto a chiamata che è una forma contrattuale a tutti gli effetti che quindi garantisce maggiori tutele ai lavoratori.

Voucher: il nodo destinatari

L’efficacia o meno delle modifiche ai voucher lavoro dipende in gran parte al nodo destinatari, ovvero da coloro che possono utilizzare i voucher per pagare prestazioni lavorative. Le proposte al momento sono due: la prima molto restrittiva, la seconda che accoglie anche le piccole aziende.

Una proposta arriva Cesare Damiano, presidente pd della commissione Lavoro e Patrizia Maestri, relatrice PD del testo unificato. L’ipotesi è di consentire l’utilizzo dei voucher lavoro soltanto alle famiglie e ai privati per pagare prestazioni occasionali di lavoro di giardinieri, baby sitter, badanti, colf.

La loro proposta però ammette tre eccezioni: i voucher possono essere utilizzati anche dalla pubblica amministrazione per gestire calamità naturali o manifestazioni straordinarie; dai piccoli Comuni per retribuire disoccupati o disabili impegnati in operazioni di pubblica utilità; per pagare studenti e pensionati per lavori nelle campagne. Anche in questo caso è previsto un tetto massimo tagliato a 5mila euro. Da questa proposta restano quindi fuori tutti i settori che fanno maggior ricorso ai voucher: commercio, turismo, servizi, industria, edilizia.

La seconda proposta è meno drastica e ammette l’utilizzo dei voucher da parte delle micro imprese. L’ipotesi arriva da NCD e Lega nord. Fermo restano l’utilizzo da parte di famiglie e in alcuni casi pubblica amministrazione e agricoltura, questa seconda versione prevede anche l’uso di voucher anche per le imprese familiari con zero e con al massimo un dipendente. Una differenza non da poco se si considera che in Italia, secondo dati ISTAT, le micro imprese sono 2,6 milioni e distribuite per la maggior parte nei servizi, nel commercio, nei trasporti e nell’attiva alberghiera.

L’ipotesi caldeggiata da NCD e Lega piace molto meno alla CGIL, pronta, a quanto pare, a fare un passo indietro sul referendum soltanto nel caso in cui passasse la linea Damiano-Maestri.

Una precedente versione di questo articolo è uscita il 3 marzo.